Andar per funghi e erbe

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Avvicinarsi al meraviglioso mondo delle erbe e dei funghi, andando a cercare quelli da raccogliere, è un pretesto per stare all’aperto, magari in compagnia, per ripassare la botanica, per la riscoprire le tradizioni, ma anche per risparmiare sull’acquisto della verdura e trarre una soddisfazione ancestrale dell’autosostentamento.

La fitoalimurgia è il termine che trae l’etimologia dai vocaboli greci, phytón = pianta, alimos = che toglie la fame ed ergon = attività a designare l’uso di comuni piante spontanee a scopo gastronomico. La fitoalimurgia afferisce all’etno-botanica, scienza al confine tra antropologia culturale e botanica che si occupa dell’uso delle piante nelle diverse società umane. La raccolta di erbette diventa consapevole: muniti di cesta, coltello e guanti ci si incammina, attenti a quel che in genere finisce sotto i piedi senza considerazione, alla ricerca di comuni piante spontanee per assaporare per esempio l’irrinunciabile insalata di tarassaco, l’ottimo risotto alle ortiche, la particolare frittata di romice, le originali crepes con le foglie di papavero….

Altrettanto antica è la raccolta dei funghi che a partire da fine estate diventa una vera e propria “caccia” alle specie più prelibate, in cui ogni fungaiolo conosce diversi luoghi speciali per la raccolta. Le Valli di Lanzo ben si prestano anche a questa attività ospitando diverse tipologie di boschi, situati a diverse altitudini ed esposizioni. Non rimane quindi che armarsi di una capiente cesta (non sono consentite buste di plastica che non permettono la diffusione delle spore) e mettersi in cammino. Ricordiamo che la raccolta dei funghi in Piemonte è regolata dalla L.R. n. 24 del 17 dicembre 2007 che, tra l’altro, indica la necessità di possedere un’autorizzazione per la raccolta dei funghi.

Si tratta di: passeggiare lentamente in luoghi sufficientemente lontani dall’inquinamento provvisti di coltellino e cestino, riconoscere le piante e i funghi commestibili, sapere quale parte raccoglierne e in quale fase fenologica, conservarli fino al momento della preparazione del piatto, rispolverare vecchie semplici ricette ed infine cucinare con pochi ingredienti poveri e sani. Vale la pena di riscoprire tutte queste fasi.

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