Val d'Ala

Val d'Ala - profilo

Val d'Ala

La Val di Ala costituisce il solco centrale delle Valli di Lanzo. Lunga 30 km circa, parte in prossimità del comune di Ceres e risale in continua e notevole pendenza sino a scontrarsi con il gruppo montuoso al confine con la Francia dell'Uia Bessanese (m.3604) e dell'Uia di Ciamarella (m.3676).
È la valle più stretta e ripida fra le altre due: la Val Grande e la Valle di Viù, ed è particolarmente attraente per la varietà di tipologie alpine. Dapprima si trovano boschi di castagni e faggi, successivamente boschi di larice, per approdare, dopo aver superato le imponenti bastionate rocciose di Balme, al Pian della Mussa, vasta conca erbosa che chiude la vallata a 1750 metri di altezza, contornata da vette e ghiacciai imponenti. La Valle è solcata dal torrente Stura di Ala.

ALA DI STURA

Val d'Ala - Comune di Ala di Stura

Ala è un suggestivo centro della Val d’Ala, immerso in verdi prati e ricchi boschi, con caratteristici punti panoramici, come quello, posto dopo la breve galleria, scavata nella roccia, che si incontra arrivando dal fondo valle da dove si possono ammirare le montagne della Bessanese, dell’Uja di Mondrone e del Monte Rosso.
Conserva la Casa della Dogana, del 1400, dove sono stati restaurati gli ”stemmi” e i “fregi” dei Savoia. La Chiesa Parrocchiale, ricostruita nel 1727, conserva il campanile del 1300. Nelle frazioni circostanti al capoluogo numerose case conservano meridiane ed affreschi, alcuni del secondo ‘500, oggetto di percorsi storico-culturali.
L’accento su questa particolare caratteristica mira a far conoscere, al di fuori della vallata ed al turismo culturale, il paese di Ala di Stura come “Paese delle Meridiane e degli Affreschi”. Infatti, tra il capoluogo e le frazioni circostanti, si conta una delle più alte concentrazioni di Affreschi e Meridiane d’Italia e addirittura in Europa, circa 76 quadranti solari, che danno origine a 7 itinerari tematici. Diversi orologi solari costruiti nella seconda metà dell’Ottocento hanno un loro fascino antico particolare, insieme agli Affreschi e alle incisioni rupestri.
Dal 1872 con la costruzione della strada carrozzabile che la collegava con Ceres, il comune si impose rapidamente come luogo e stazione di villeggiatura di fama internazionale. Tale attività spinse il comune a fornire, già a partire dal 1890, un servizio telegrafico, mentre nel decennio successivo la località venne dotata di luce elettrica.

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BALME

Val d'Ala - Comune di Balme

Balme è il più alto comune delle valli di Lanzo, ultimo della valle d’Ala, culla dell’alpinismo piemontese e storico luogo di villeggiatura.
Centro minerario già nel XIII secolo, tanto da attrarre l’immigrazione di famiglie di minatori dal bergamasco e dalla Val Sesia, Balme, come comune autonomo, nasce nel 1610.
Sovrastato dagli imponenti massicci della Ciamarella e della Bessanese, Balme offre ai visitatori una ricca serie di percorsi estivi di trekking tra natura e cultura, la possibilità di confrontarsi con l’arrampicata su roccia e, d’inverno, su cascate di ghiaccio, un magnifico tracciato per lo sci di fondo, svariati percorsi di sci alpinismo e un’ottima scelta tra numerose ascensioni alpinistiche più impegnative.
Non a caso Balme è conosciuta per essere il paese delle guide alpine: spicca su tutte la figura del balmese Antonio Castagneri, detto “Toni dei Tuni”, ricordato per le sue quarantasei prime ascensioni e scomparso nel 1890 su un ghiacciaio del Monte Bianco.
Per chi ama invece la semplice contemplazione della natura, Balme regala l’occasione di trovarsi a tu per tu con animali selvatici, con fioriture spettacolari, con fitti boschi di larici e pascoli. Una suggestione continua di sfumature che si alternano tra loro, rendendo meravigliosa e unica allo sguardo ogni stagione.
Infine Balme è noto anche come “paese dell’acqua”, non solo grazie agli innumerevoli laghi alpini sul territorio e ai numerosi corsi d’acqua, ma anche perché dal 1922 le acque del Pian della Mussa alimentano per una parte, l’acquedotto di Torino.

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CERES

Val d'Ala - Comune di Ceres

Le comunicazioni hanno sempre avuto molta importanza per questo comune, la strada carreggiabile prima e la ferrovia poi. Ma fin dai tempi degli antichi romani, lungo questa valle ed attraverso alcuni valichi vi fu un fervido scambio commerciale, al punto che questi stessi valichi vennero ufficialmente presidiati, come nel XVI secolo quando incombeva il pericolo di un’epidemia di peste. Sempre nel corso dello stesso secolo, in un periodo di tensioni religiose, gli stessi valichi vennero usati per trasferire la Sindone da Chambery a Torino. A testimonianza di ciò vi sono gli affreschi della Sacra Sindone nella frazione di Voragno e nel comune di Balme.
Nel ‘800 inizia ad essere conosciuta e frequentata come luogo di villeggiatura estiva, vista la posizione in una zona ricca di boschi e di castani.
Molto importante sia per il turismo che per i collegamenti con il capoluogo è la costruzione, in più tempi, della linea ferroviaria. I lavori iniziano nel 1868 e nel 1876 la linea viene portata a Lanzo. Nel 1916 viene completata l’intera linea montana per lunghezza complessiva di circa 44 Km. Nel 1920 la Torino-Ceres è la prima ferrovia al mondo ad adottare la trazione elettrica a corrente continua ad alta tensione.
Una particolarità della linea ferroviaria è, che tutte le stazioni della tratta montana, sono costruite in tipico stile svizzero con pianta rettangolare, sale d’attesa di prima e seconda classe, e tetto a quattro spioventi. Altra peculiarità è il viadotto ferroviario in cemento armato sulla Stura della Val Grande con un unica luce di 50 metri.

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