Viù

Il territorio - Comune di Viù
09/03/2019

CAFFE' CULTURALI

Caffè Rocciamelone piazza XXIV maggio - Viù
Una bella sorpresa per i viucesi: l’arrivo del noto scrittore, giornalista, conduttore e umorista piemontese Bruno Gambarotta in occasione dei Caffè Culturali che, da qualche anno, regalano qualche pomeriggio di svago e cultura a tutti e tutte. Sabato 9 marzo, alle ore 17.00 presso il Caffè Rocciamelone di piazza XXIV maggio, verrà presentato, infatti, l’ultimo libro del brillante e celebre scrittore astigiano. “Il colpo degli uomini d'oro. Il furto del secolo alle Poste di Torino” Una appassionante vicenda di cronaca nera raccontata come un romanzo giallo, dove le cose non sono mai quelle che sembrano_” L’evento si svolge con il concorso dell’amministrazione comunale e della Pro Loco.

Viù

L'origine del nome Viù è da far risalire al latino vicus, da tradursi come villaggio, secondo alcuni studiosi, oppure come via o passaggio, secondo altri. Il territorio di Viù è stato abitato sin dall'età preistorica, come attestano sia i reperti neolitici sia le incisioni rupestri ritrovati nel territorio. Anche la presenza romana ha lasciato testimonianze, come le monete romane rinvenute sul sito dove sorgeva l'antico castello nella frazione Versino. Nel 1159 il feudo di Viù passò ai Visconti di Baratonia. Dalla prima metà del secolo XIV le vicende storiche di Viù s'intrecciano con quelle di Casa Savoia: nel 1313 il territorio venne assegnato agli Acaja, successivamente, nel 1345, ad Amedeo VII, il Conte Rosso. Tra il 1333 e il 1335 i tre quarti del feudo passarono alla famiglia Giusti di Susa, poi nel 1350 vennero ceduti ai Provana di Carignano e Leinì. Nel 1465 la quarta parte venne ereditata dagli Arcourt. Solo nel 1633 il feudo venne unificato sotto la guida di Ottavio Provana, nominato primo conte di Viù dal duca Vittorio Amedeo I. Tra il 1799 e il 1815, durante la Restaurazione, nella frazione Maddalene venne collocato un avamposto delle truppe austro - russe, che avevano occupato Lanzo. Dopo il ritorno dei Savoia, Viù iniziò ad essere frequentato dalla nobiltà torinese e ne divenne sede di villeggiatura.

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